Stronze si nasce di Felicia Kingsley

Allegra è una ragazza inglese onesta e altruista, ma ha un grande problema: Sparkle, la stronza della porta accanto, colei che è sempre perfetta e inappuntabile, calpesta gli altri senza pensarci un secondo e ottiene sempre ciò che vuole. A 26 anni, però, Allegra crede di essersela finalmente lasciata alle spalle. Ha ottenuto un lavoro nell’agenzia immobiliare più quotata di Londra e vive da sola. Ovviamene ha fatto male i suoi conti: Sparkle l’aspetta al varco ed è già una delle punte di diamante dell’agenzia, il tipo che grazie al suo fascino venderebbe sandali in canapa rigorosamente eco friendly a Donald Trump. Solo che qualcosa è cambiato: Sparkle sembra essersi trasformarsi in un’alleata, dimentica di ogni cattiveria e decisa a diventare l’amica del cuore di Allegra. Quando appare dal nulla uno splendido newyorkese che sembra scappato da una commedia romantica Allegra non riesce a crederci, possibile che la sua vita stia finalmente igrananando?

 

Stronze si nasce, Felicia Kingsley

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Una cosa che ho imparato nel corso degli anni da storie come Bridget Jones e Sex and the City è la dura, tragica differenza tra le protagoniste di chick-lit e chick-movie e ragazze REALI che assomigliano a Bridget Jones e (vorrebbero assomigliare a) Carry Bradshaw.

Tantissime si sentono intellettualmente superiori anche a suddetti personaggi di finzione, lo so bene: io però non sono un’anima superiore, adoro Dio di Illusioni di Donna Tart (The Secret History per chi è troppo cool per i titoli tradotti) ma non per questo sputo sui suddetti chick-lit e chick-movie, come sapete, per quanto non mi piaccia la connotazione negativa dietro a quel “chick“.

Onestamente non mi è mai importato un fico secco degli appuntamenti da un episodio di Carrie & co. (altra storia le relazioni lunghe delle suddette, si vede che sono poco cosmopolita – posso conviverci), ma si tratta di gusti personali. Il punto è che a 21 anni, dopo aver riletto per la seconda volta Bridget Jones (la prima ne avevo tredici e mi aveva detto poco o niente) immaginavo che sarebbe stato molto divertente avere anche un’amica che le somigliasse E fosse reale. L’idea è rimasta vaga e incerta per anni, nel frattempo ho scoperto Sex and the city grazie/per colpa della tv on demand e questa idea indefinita e fumosa di amiche scafate e divertenti, o impacciate e simpatiche nella loro inglesitudine (neologismi del momento) ha cominciato a stuzzicarmi sempre di più.

Capiamoci: le mie amiche di una vita le avevo già e quasi tutte molto più adatte alla vita in società rispetto a me, che ho un filtro fin troppo restrittivo riguardo simpatie e antipatie. Solo che immaginavo quanto sarebbe stato divertente incontrare anche nel mondo reale questi personaggi così complessati e allo stesso tempo vivaci e con la risposta pronta, un connubio di caratteristiche sempre stimolante.

Poi a 25 anni e mi sono trasferita al Nord (facendo la pendolare nel weekend, okay) e ho conosciuto le Bridget e wannabeCarrie del mondo reale.

È stato traumatico.

Parlo di ragazze che dicevano “ho letto/visto Bridget Jones e mi sono resa conto che quella ero io!” o vantavano un’attitudine allo shopping “come Carrie“, non di paragoni che inventavo a caso. Ed è venuto fuori che nel mondo reale Bridget e WannaCarrie spesso (non facciamo di tutta l’erba un fascio) erano sì tipe complessate, ma anche un filino rancorose, senza battuta pronta e con relazioni che bastava sentirgliele raccontare per deprimersi mortalmente. Mi sono resa conto una volta per tutte della differenza tra una tipologia umana e un personaggio creato da qualcuno che sa cosa sta facendo e gli regala un mix di pregi e difetti dove i secondi non sono mai troppo e i primi emergono molto di più. Cose che a 25 anni teoricamente sapevo benissimo, ma vissute in prima persona sono state l’equivalente di una scrollata al cervello.

 

Regina George

Regina George, la cugina simpatica di Sparkle

 

Il bello di Stronze si nasce è che fonde accattivanti personaggi di finzione e ragazze reali: Sparkle è LA stronza, una versione ancora più cattiva e meno divertente di Regina George, la coprotagonista di Mean Girls (un commedia fantastica che sospetto piaccia molto a Felicia Kingsley – in caso abbia azzeccato siamo in due!). Ma attenzione, non prendetelo come un paragone in negativo: se Regina è un personaggio che finisci per apprezzare nel suo essere infame, Sparkle è una stronza da premio Nobel in versione meno comedy e più reale, per niente incline a redenzioni simil disneyane. È insensibile, calcolatrice ed egoista in un modo che non si può liquidare come esagerato o calibrato per farsi amare comunque proprio in virtù dei suoi difetti: le stronze di questo mondo assomigliano molto più a Sparkle che a Regina, facciamocene una ragione.

Ma se Sparkle è una stronza molto realistica, la vera e propria carogna senza vergogna della porta accanto, dove sta il bello di Allegra?

Allegra ha una vita che molte sognano: è assai benestante di nascita, ha genitori amorevoli e un fratellone figo e simpatico, MA! (e qui arriva la botta di realtà) ha passato comunque la sua vita a sentirsi messa da parte a causa di Sparkle. Ragazzi persi, occasioni importanti rovinate, un continuo rendersi conto di essere invisibile a tutti tranne la propria famiglia e l’amica del cuore. Quando viene assunta dalla Royals&Lloyds, Sparkle sembra voler diventare la sua migliore amica e appare un teorico Principe Azzurro, la nostra eroina decide di trasformarsi nella versione scafata e glamour di se stessa… e lo fa in un modo che mi è sembrato molto meno infiocchettato di quanto abbia visto e letto in diverse commedie rosa, cosa che può piacere o meno ma che ogni tanto, onestamente, male non fa. Felicia Kingsley fa pochi sconti alla simpatia e non ci tiene a dipingere i comportamenti di Allegra come migliori di quanto non appaiono: la nostra dice addio agli scrupoli morali con sempre più decisione, allontana chi le vuole bene e serve una vera batosta per farle capire che si è fatta abbindolare da un mondo e una personalità che non sono davvero i suoi.

Stronze si nasce è un libro che mescola divertimento e un’amarezza che non ci si aspetterebbe di primo acchito, e racconta una storia che permette sì di svagarsi, ma senza discostarsi poi tanto da comportamenti davvero molto umani (nel senso più concreto del termine) e che possiamo facilmente ritrovare in chi circonda, se non in noi stesse.

Lo consiglio? Decisamente sì!

 

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18 Comments

  • Silvia
    maggio 1, 2018

    Devo dire che dal tuo racconto mi piace questo libro! Rispecchia tante realtà e in qualche modo ti da un’analisi psicologica di tanta persone reali.. io un pò mi rivedo in Bridget ma perché me ne capita di tutti i.colori e sono una frana con le relazioni amorose..grazie per il suggerimento del libro!!

    • Giulia M.
      maggio 1, 2018

      Di niente, spero proprio che ti piaccia e concordo con le tue osservazioni, rispecchia molte situazioni reali! Io stessa mi ritrovo nella goffaggine di Bridget, il bello di questi personaggi è che hanno tante sfaccettature e ognuna di noi può ritrovarsi in varie di esse! Poi c’è chi esagera a per fortuna non è la norma ^^

  • Silvia Campana
    maggio 1, 2018

    Questo libro mi sembra super interessante 🙂 grazie per averlo condiviso

    • Giulia M.
      maggio 1, 2018

      Di niente, spero davvero che ti piaccia! Ha diversi spunti interessanti ^^

  • Sofia
    aprile 22, 2018

    Non sono una grande amante del genere però questo libro va stupito anche me. In positivo si intende

    • Giulia M.
      aprile 23, 2018

      Aveva da dire più di quanto molti si aspetterebbero in effetti!

  • Giovy Malfiori
    aprile 22, 2018

    Non sono una grande amante della chick-lit ma ogni tanto mi capita di recuperare qualche libro di questo genere e di leggerlo con molta allegria nel cuore. A volte leggere e immaginare la vita altrui come in quei testi fa proprio bene.

    • Giulia M.
      aprile 22, 2018

      Sono d’accordo, è vero che spesso il troppo stroppia ma ogni tanto questo tipo di libro è in grado di regalarti davvero dei bei momenti!

  • raffigarofalo
    aprile 21, 2018

    ll genere è divertente.Ottimo per un pomeriggio da passare in piena spensieratezza.

    • Giulia M.
      aprile 21, 2018

      Sì, è perfetto per questo scopo! E Strojze si nasce riesce anche a far riflettere un po’ senza perdere le connotazioni di genere ^^

  • panannablogdiviaggi
    aprile 21, 2018

    Il titolo è fantastico, davvero indovinato per invogliare alla lettura e dopo la tua recensione ho ancora più voglia di leggermelo d’un fiato!

  • Dani
    aprile 21, 2018

    Mi sembra un libro leggero e interessante… e poi mi ha colpito subito il titolo!

    • Giulia M.
      aprile 21, 2018

      Sì, riesce proprio a mettere insieme questi due aspetti! Dai un’occhiata alla preview di Amazon magari, così capisci se può fare per te ^^

  • Roberta
    aprile 20, 2018

    Ero alla ricerca di un libro leggero ma comunque interessante da leggere. Direi che lo segno nella mia lista di libri da comprare. Intanto però rileggo anche io Bridget Jones, anche io ero troppo giovane la prima volta!

    • Giulia M.
      aprile 20, 2018

      Fai bene, è perfetto per una voglia di questo tipo! E BJ riletto all’età giusta fa proprio un altro effetto.

  • Valeria
    aprile 20, 2018

    Molto intrigante questo libro! Trovo interessantissima la riflessione sulle differenze tra personaggi di fiction e persone reali (che si paragonano a suddetti personaggi)..cioè, posso capire che leggi un libro e provi empatia nei confronti della protagonista, sentendola vicina a te, ma la realtà è diversa.
    Anche io amo Bridget e il suo essere imbranata ma unica, però non me la sentirei nemmeno di abbracciare il suo personaggio in toto, come nemmeno quello di Carrie (per la cronaca, non ho mai visto Sex& the City ma ho visto Gossip Girl che è la sua versione teen se vogliamo).
    Come dici tu, la realtà è molto più crudele della fiction…purtroppo!
    P.S. Mean girls è F A V O L O S O

    • Giulia M.
      aprile 20, 2018

      Direi proprio che abbiamo tanti gusti in comune! I difetti di molti personaggi sono tali da creare un equilibrio perfetto con i pregi, ma traslando certe caratteristiche già “toste” nel prsonaggio di finzione nella vita reale, quell’equilibrio va a mancare e ci si ritrova in situazioni non proprio fantastiche.
      Detto questo, Mean Girls è la versione iperdivertente di moltissimi rapporti al femminile, nel bene e nel male, e FAVOLOSO in effetti lo descrive benissimo!

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Giulia Magagnini

Giulia Magagnini a febbraio 2018

Giulia. Potete trovarmi con il naso perennemente affondato in un libro e la testa (dura) tra le nuvole, vere e immaginarie. Sono toscana, dipendente dal mare e affetta da Mal di Giappone.
Adoro i luoghi capaci di trasformare l’immaginazione in realtà, gli aereoporti e i cibi speziati.

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