Dorama giapponesi e deurama coreani: cosa sono e perché piacciono (anche) alle occidentali

Del Giappone ormai si conoscono molti aspetti, diciamocelo: cucina, figure come le geishe, fumetti, animazione… ma in tanti non sanno che il Sol Levante e la vicina Corea del Sud hanno trovato anche un altro mezzo d’intrattenimento per guadagnarsi l’attenzione di ragazze e donne occidentali: le serie tv! Il Drama inglese infatti in bocca ai giapponesi diventa dorama, ai coreani deurama e pur mantenendo una narrazione episodica comune a tutte le serie televisive, fa sì che le storie raccontate siano ovviamente e giustamente legate a doppio nodo alla loro cultura.

Questo significa che molte storie (ma non tutte, assolutamente!) sono trasposizioni legate a manga e anime, altre storie originali ma che hanno caratteristiche molto vicine ai celebri fumetti e cartoni animati.

In compenso tra dorama e deurama ci sono comunque diversità che vanno oltre la diversa ambientazione: i coreani infatti tendono a lanciarsi con più entusiasmo in narrazioni molto affini alle telenovelas, con intrighi su intrighi, tanti personaggi e grandi colpi di scena. Anche nei dorama giapponesi si possono trovare tracce di questi elementi, però molto ammorbiti: il numero di episodi spesso è decisamente inferiore rispetto a quelli delle lunghe serie coreane (a volte ti mangeresti le dita per questo) e le trame forse meno dispersive. A conti fatti però diciamolo, i deurama a livello internazionale hanno ancor più successo dei dorama giapponesi: magari dipende anche dal fatto che i sudcoreani sono i più italiani tra i due, maggiormente aperti e meno informali dei loro cugini nipponici. Io personalmente preferisco i dorama, ma de gustibus!

 

Kawaii panda dolcetti

Kawai-ness: uno dei must di molte protagoniste di dorama e deurama

 

Ci sono ragazze super esperte che ne guardano moltissimi e saltano da un genere all’altro senza troppi problemi: io sono una spettatrice appassionata ma in modo abbastanza soft e discontinuo. Non ho visto centomila do/deurama ma quando ne apprezzo uno solitamente mi coinvolge quanto Centro Vetrine coinvolgeva la famigerata casalinga di Voghera! Solitamente capisco se è vero amore dopo un paio di episodi al massimo, e a proposito di vero amore: lo confesso, quando si parla di narrazione asiatica il MIO genere è quello. La quindicenne viva e vegeta dentro di me salta fuori con tutta la sua intemperanza e s’incanta davanti a storie d’amore in live-action a base di coppie bisticcianti che ci mettono mille anni a riconoscere i rispettivi sentimenti, circondati da amici che l’hanno capito da un pezzo e famigliari infami che vogliono tenerli separati.

Il tutto ambientato in Giappone o in Corea del Sud: il primo già sapete quanto mi affascini, la seconda comunque non mi dispiace affatto.

 

Dorama e deurama con i quali iniziare

 

hanayoridangofinal

Hanayori Dango – Lo sguardo dell’aMMMore

Hanayori Dango – o Di come la casalinga di Voghera fa un baffo alla doramista

 

Hanayori Dango è un manga iniziato dalla fumettista Yoko Kamio nel 1992 (ebbene sì) e terminato nel 2004. In Asia ha acquisito una tale popolarità da guadagnarsi una quantità assurda di adattamenti televisivi, oltre a un anime doppiato da Mediaset e rinominato Mille emozioni tra le pagine del destino per Marie-Yvonne (okay – il fatto che la sigla sia una delle mie preferite tra quelle italiane è un dettaglio insignificante e per nulla imbarazzante). È stato trasmesso tipo due volte nella Storia in versione italiana e il caso ha voluto che avessi Sky e quindici anni durante la prima messa in onda: il risultato è stata una fissa che fa per l’appunto un baffo alle telenovelas-dipendente.

La storia è questa: Tsukushi, una ragazza povera ma determinata, riesce a entrare in una scuola per ricconi infami (sul serio, fanno a gara di antipatia e snobismo) dominata dai quattro tipi più danarosi e viziati dell’istituto Eitoku. Tsukishi sfida il loro capo (Tsukasa), resiste alle angherie pesantissime che le rivolge il dannato e passa quindi decine di volumi a odiarlo, rifiutarlo quando dopo aver fatto le peggio cose il geniaccio animalesco si innamora dell’unica che gli ha mai tenuto testa e glielo dimostra con i modi di un bambino scemo, sospirare dietro al suo migliore amico algido ma galante, capire che forse (forse) in realtà quel cretino di Tsukasa non è una causa del tutto persa, ripensarci e tutto da capo.

Il dorama che consiglio io per perdersi in questa saga infinita e capace di creare decennale dipendenza è quello iniziato del 2005 e terminato anni dopo con un totale di due serie e un film. La prima parte con del trash abbastanza memorabile, poi si standardizza su canoni normali per le serie tv giapponesi (che per i nostro criteri sono relativamente altini, ma fidatevi, può valer la pena tentare).

Le cose sono due: davanti ad Hanadan o neanche finirete il primo episodio, oppure cadrete nella rete del “vabbe’, vediamo come finisce” e sarà già troppo tardi.

 

Tokyo Dogs - articolo

Tokyo Dogs – la serie tv americana che già conoscete ma girata in Giappone

Tokyo Dog

 

Anche qui abbiamo uno degli interpreti di Hanadan, il mio amatissimo Shun Oguri (in Hanadan è Rui Hanazawa, l’amico algido e figo-gentile di Tsukasa – uno che passa il 90% delle sue giornate scolastiche a dormire sul tetto e suonare il violino in punti scenograficicamente strategici). Qui è So, un poliziotto d’un pezzo, freddo e deciso, che dopo la morte del padre per mano di un criminale decide di ritrovare il suo assassino a ogni costo e si fa strada nella polizia di New York. Quando viene trasferito a Tokyo per seguire alcune indagini si ritrova come partner Kudo, poliziotto casinista e dai modi decisamente meno inappuntabili. Nel mezzo delle indagini finiscono per ritrovarsi a condividere le giornate con una ragazza che ovviamente sospira dietro a So (che non ci fa minimamente caso, preso com’è dalle indagini) e fa innamorare il povero Kudo (destinato a una drammatica freindzone). Insomma, è la solita trama da strana coppia che funziona solo in base alla chimica tra i due protagonisti e alla simpatia e buona costruzione della trama.

Tokyo Dogs in questo senso è una scommessa vinta: si tratta di una serie ben riuscita, divertente e appassionante che consiglierei senza problemi come possibile primo approccio alle appassionate di polizieschi e commedie.

 

CINDERELLA AND THE FOUR KNIGHTS ART 3

Cinderella and the four knights – perfetto per le telenovelas-addicted

 

Ero indecisa se inserire questa serie, ma ho deciso che almeno una coreana doveva esserci. Volendo ce ne sarebbe stata un’altra che in realtà mi è piaciuta ancora di più, ma a) l’altra è fantasy e so che a molti come genere non ispira, b) ne ho vista solo metà causa episodi lunghissimi e stanchezza da sottotitoli a una lingua che capisco ancor meno del giapponese (il che è tutto dire). Se siete comunque curiose ditemelo e ve la scrivo nei commenti.

Nel frattempo, però, parliamo un momento di questo Cinderella and the four knights: la trama è un misto tra shoujo manga giapponese (manga “per ragazze” con storia d’amore, amicizie e rivalità), serie teen americana e sottotrame ingarbugliate molto sudcoreane.

Eun Ha-Won è la Cenerentola della situazione: gran lavoratrice (un tratto che sta molto a cuore a giapponesi e sudcoreani) e intelligente, fa troppi lavori part-time e deve sottostare ai capricci di matrigna e sorellastra. Un giorno aiuta un gentile vecchino per strada e lui per sdebitarsi la porta a casa sua: qui Eun scopre che vive in una magione ed è in realtà molto ricco. Per sdebitarsi della sua gentilezza, l’uomo le offre un lavoro ben retribuito proprio in quella casa, ma a un patto: non dovrà iniziare storie d’amore con nessuno dei suoi nipoti.

I nipoti in questione sono tre e vivono tutti insieme nella grande villa per volere del nonno.

 

Cinderella and the four knights - articolo

Cinderella and the four knights o anche “gruppo di sudcoreani belli”

 

Lascio a voi scoprire qualcosa di più sui caratteri dei tre dolcissimi nipotini (come no). La falsariga è chiaramente quella di Hanadan (un reverse harem – tipa circondata da ragazzi più o meno fascinosi invece di tipo circondato da ragazze più o meno sexy – con molta trama).

Sapete, la cosa che ti frega in questo genere di serie spegni-cervello alla fine non sono semplicemente “i ragazzi”: è la trama. Ridete pure, eppure secondo me è proprio così. C’è chi resiste a serie che non le dicono nulla in nome di un attore che adora, ma di solito ciò che ci fa spendere ore su cose del genere è il fatto che oltre a darci due/tre archetipi di personaggio maschile con una bella faccia, intorno a costoro sceneggiatori e sceneggiatrici costruiscono archi narrativi dove si affronta un mini-dramma dietro l’altro: può essere la parente serpetente che mette zizzania nei modi più infami, un/a rivale che insidia una parte della coppia, un litigio nato da fraintendimenti fino all’incidente in auto che mette in pericolo uno dei protagonisti e scombina i rapporti.

Certo, il fatto che a vivere mezzi (o interi) drammi siano dei ragazzi attraenti dal carattere intrigante sicuramente rende tutto più accattivante, ma anche Cinderella and the four knights funziona finché si resta avvinte alle peripezie di tutto il gruppo. In queste serie si può passare dall’essere assurdamente avvinte alla noia nel girpo di poche puntate, dipende tutto dalal sceneggiatura.

Cinderella per me ha resistito bene fino all’ultimo: arrivati alla parte finale l’impalcatura cede e la noia avanza, ma ciò non toglie che abbia allietato diverse mie serate invernali da fuorisede e che potrebbe regalare delle piacevolissime serate-in-pigiama anche a voi!

Insomma, di motivi provare dorama e deurama direi proprio che ce ne sono. Ci tengo poi a sottolineare che io li utilizzo come ottime storie stacca-cervello, ma esistono anche serie molto più “serie”. Provate a dare un’occhiata e vedrete!

 

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21 Comments

  • elisascuto
    agosto 26, 2018

    Mi hai aperto un mondo…chissa’ che non decida di far emergere anche il mio spirito da 15enne incallita e non mi lasci appassionare da un deorama…mi ispira molto Tokyo dog!! 😉

    • Giulia M.
      agosto 27, 2018

      Può essere catartico, soprattutto dopo una giornata faticosa (parlo per esperienza xD)! Tokyo Dog è una chicca, davvro carino e divertente, te lo stra-consiglio!

  • Claudia
    luglio 3, 2018

    Io adoro i dorama giapponesi….. Visto che hai citato Hana Yori Dango ti consiglio i miei due dorama preferiti: “Bambino” che ha anch’esso come protagonista Jun Matsumoto, è la storia di un ragazzo di provincia che vuole diventare un cuoco e si trasferisce a Tokyo in un ristorante italiano, la frase più celebre del dorama è “Se non sai l’Italiano non sei nessuno….” e come secondo dorata ti consiglio “Kekkon dekinai otoko” (l’uomo che non può sposarsi) con il bellissimo Hiroshi Abe che interpreta un burbero architetto amante della cucina e poco orientato a legami con le donne.

    • Giulia M.
      luglio 21, 2018

      Adoro trovare altre appassionate! Bambino lo conoscevo di nome e penso di averlo in playlist (da troppo tempo, devo decidermi a vederlo!), Kekkon dekinai otoko non lo conosevo ma come base di trama già mi ispira, grazie davvero per i consigli <3

  • Elena
    luglio 1, 2018

    Da ragazzina leggevo hana yori dango! Non sapevo esistesse un telefilm tratto da manga! Mi hai fatto venir voglia di vederlo per verificare com’è😊 i tuoi post sul Giappone sono molto utili per chi come me ci va per la prima volta. Consigli per un viaggiatore inesperto ne hai? Grazie, anche per avermi risvegliato i ricordi su hana yori, è stato un manga che adoravo davvero

    • Giulia M.
      luglio 2, 2018

      Non sai quanto mi fai piacere con questo commento, dico davvero. Hana yori quando fa breccia non te lo scordi più, c’è poco da fare! Dai una chance al tf, può regalarti di nuovo un sacco di emozioni se riesci ad andare oltre la patina di trash XD Spero che farai un super viaggio in Giappone comunque, e per quanto riguarda i consigli: molti aspetti pratici li trovi già nei post, ma a prescindere da quelli ti direi di partire (oltre che facendo l’assicurazione, mi raccomando!) con le idee chiare sui luoghi “must” da vedere! A Tokyo soprattutto c’è così tanto (e anche a Kyoto se sei appassionata di templi) che altrimenti rischi di perderti cose che magari avresti voluto vedere tantissimo. Fatti una lista di luoghi imperdibili e poi affidati a ciò che ti regaleranno i vari quartieri ; )

      • Elena
        luglio 2, 2018

        Ho già visto che su youtube ci sono tutti gli episodi! Ben 2 serie e due film! Versione giapponese, coreana, cinese…e chi immaginava che fosse stato un manga così famoso hana yori? Inizierò a vedere subito la prima serie… È strano pensare a un Domyoji in carne e ossa😅. Ho già stilato un elenco di posti a Tokyo da visitare, ho documenti, prenotazioni, adattatore, un po’ di ansia per il cellulare che dicono potro prendere una scheda sim valida all’aeroporto. Assicurazione medica e anche per eventuale annullamento all ‘ultimo minuto( ho il terrore che succeda qualcosa che mi impedisca di partire all’ultimo, già tre volte sono stata fregata così) libricino turistico della città, google maps attivato( ho il senso dell’orientamento di Ryoga Hibiki), eppure non riesco a togliermi il pensiero che allo scalo perderò la coincidenza aerea e che appena arrivata scopriro di non aver fatto qualcosa di essenziale😰 sei stata gentilissima, mille grazie!

        • Giulia M.
          luglio 21, 2018

          Dai che sei prontissima! Sarà un viaggio impossibile da dimenticare, vedrai. E intanto goditi le versioni televisive di Hana yori, ce ne sono a bizzeffe e almeno per l’ultima giapponese garantisco l’effetto “datemene ancora!”

  • valekappa90
    giugno 18, 2018

    Devo proprio ammettere la mia totale ignoranza in materia! Non avevo proprio idea di cosa fossero i dorama e i deurama.. Devo però ammettere anche che il tuo post mi ha proprio incuriosita! Potrei cominciare a farmi una cultura in materia 🙂

    • Giulia M.
      giugno 18, 2018

      Se cadi nel tunnel dei do/deurama sarai perduta per sempre! XD Scherzi a parte possono essere molto carini e distensivi, un tentativo te lo consiglio proprio ^.^

  • sylviezainoinspalla
    giugno 16, 2018

    Molto interessante questo nuovo scenario asiatico che non conoscevo, ho sempre visto con piacere cartoni giapponesi e manga ma non mi sono mai cimentata in una serie tv. Grazie per la bella idea.

    • Giulia M.
      giugno 17, 2018

      Di niente, se già ti piacciono i loro cartoni e fumetti penso che potresti apprezzare anche alcuni dorama!

  • Konsuelo J. Gennari
    giugno 15, 2018

    Io ne ho intravisti in tv durante il mio viaggio in Giappone, per mancanza di tempo non mi sono mai soffermata a guardarli ma mi hai messo curiosità, proverò a vederne qualcuno.

    • Giulia M.
      giugno 17, 2018

      Sono felice di averti incuriosita! Possono essere davvero carini e rilassanti se si prendono con lo spirito giusto ^^

  • Erica
    giugno 15, 2018

    Lo ammetto, non avevo la più pallida idea di cosa fossero ma considerato il poco tempo che dedico alle serie TV, sebbene ce ne siano diverse che mi piacciono, non so se inizierei anche con quelle giapponesi 😂Cenerentola e i 4 cavalieri mi ha incuriosita!

    • Giulia M.
      giugno 17, 2018

      Ti capisco, io per un sanno di tempo ho evitato le coreane e mi sono concentrata solo sulle giapponesi proprio perché avevo già troppi “da vedere” senza aggiungere le serie di un altro Paese! XD Tuttora mi concentro più sulle nipponiche, ma un’occhiatina anche ai coreani continuo a darla ; )

  • Ally Blue
    giugno 15, 2018

    non ne avevo mai sentito parlare e prima di leggere il tuo articolo non sapevo neppure cosa fossero! Ho imparato una cosa nuovo oggi 🙂

    • Giulia M.
      giugno 15, 2018

      Sono contenta di averteli fatti scoprire, spero di averti incuriosito! ^.^

      • Ally Blue
        giugno 15, 2018

        Eh si, mi piace scoprire sempre cose nuove !

  • anna
    giugno 15, 2018

    Che post sorprendente, Non avevo idea di cosa fossero nè i dorama nè i deurama, poi leggendoti e guardando i nomi sul tuo post ho capito che in realtà ne avevo visto uno, quando sono stata in Corea. Non sono una fan di questo genere, nè delle soap opera americane, ma quella volta che lo avevo visto in Corea, mi intrigava, tanto che l’ho guardato per i tre giorni che siamo stati li, quasi quasi dispiaciuta di essermene andata. Ma non ricordo assolutamente il nome della serie. Complimenti, post ben scritto e scorrevole.

    • Giulia M.
      giugno 15, 2018

      Grazie mille, sono felice di averti riportato alla mente un bel ricordo! Neanche io seguo le soap vere e proprie, ma ogni tanto durante l’anno mi viene una voglia matta di do/deurama XD

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Giulia Magagnini

Giulia Magagnini a febbraio 2018

Giulia. Potete trovarmi con il naso perennemente affondato in un libro e la testa (dura) tra le nuvole, vere e immaginarie. Sono toscana, dipendente dal mare e affetta da Mal di Giappone.
Adoro i luoghi capaci di trasformare l’immaginazione in realtà, gli aereoporti e i cibi speziati.

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